Reperti Archeologici, Libri, fondi Archivistici, Fotografie, Monete. Situati nel cuore del centro storico, offrono un viaggio affascinante attraverso mille anni di storia locale, dal periodo piceno all’età imperiale romana, con un’attenzione speciale al Collezionismo settecentesco.

Il Museo Archeologico Oliveriano e la Biblioteca Oliveriana di Pesaro sono due importanti istituzioni culturali che condividono una storia comune, nate grazie al lascito testamentario di Annibale degli Abbati Olivieri nel 1756.
La visita ai Musei Oliveriani di Pesaro comprende anche la visita alla Biblioteca Oliveriana, che si trova nello stesso complesso, Palazzo Almerici, un edificio del XVII secolo nel cuore del centro storico. Entrambe le istituzioni sono gestite dalla Fondazione Ente Olivieri.

Il Museo Archeologico si trova al piano terreno e ospita una vasta gamma di reperti Archeologici, tra cui quelli provenienti dalla necropoli di Novilara, una delle più importanti dell’Età del Ferro, e una ricca collezione di Epigrafi, Bronzetti, Monete, Vasi e Lucerne
La Biblioteca si trova ai piani superiori e contiene una preziosa raccolta di Manoscritti, Libri antichi e documenti Storici e offre servizi di prestito e consultazione.
– Museo Archeologico Oliveriano
Si distingue per la sua esposizione articolata in quattro sezioni tematiche, che raccontano la storia del territorio pesarese dall’età del Ferro fino alla tarda epoca imperiale romana.

Tra i punti forti vi sono i reperti della Necropoli picena di Novilara, la celebre Stele della Battaglia navale, il suggestivo Lucus Pisaurensis (un antico bosco sacro romano) e una ricca collezione di oggetti votivi, epigrafi e bronzetti.
Stele della Battaglia Navale (Stele della Naumachia)
Decorata con una scena di battaglia navale è il pezzo simbolo del museo. Rinvenuto nel 1866 sulla collina di San Nicola in Valmanente è uno dei più importanti documenti dell’arte e della cultura picena.

Reperti dalla Necropoli picena di Novilara
Numerosi oggetti provenienti da una delle più importanti necropoli dell’Età del Ferro nelle Marche. Tra questi, corredi funebri, armi, ornamenti e oggetti di importazione che testimoniano le relazioni commerciali e culturali dei Piceni tra l’VIII e il VII secolo a.C..
Cippi e Altari del Lucus Pisaurensis
Reperti provenienti dal bosco sacro romano scoperto da Annibale Olivieri presso Santa Veneranda. Tra gli oggetti spiccano altari, cippi votivi e numerosi ex voto, tra cui figure anatomiche come uteri, legati ai culti della fertilità.
Reperti della Pesaro romana
Sarcofagi, Urne, frammenti legati alla liturgia delle sepolture, Bronzetti votivi raffiguranti divinità e guerrieri, lucerne e vasi dipinti.

Collezionismo settecentesco di Passeri e Olivieri
L’ultima sezione espone oggetti raccolti dai due eruditi, tra cui Avori, Bronzetti, Gemme, Cammei, Monete, Medaglie e Placchette, offrendo un esempio di “wunderkammer” settecentesca (camera delle meraviglie).
Anemoscopio Boscovich
Un raro disco in pietra del II secolo d.C. che rappresenta la Rosa dei venti e le Costellazioni, utilizzato per rilevare la direzione del vento e osservare gli astri, molto caro ad Annibale Olivieri
Il percorso museale è stato progettato per offrire un’esperienza immersiva e accessibile anche a persone con disabilità.
– Biblioteca Oliveriana
Un punto di riferimento per studiosi, appassionati di Storia, Bibliofili e curiosi, grazie a un patrimonio unico che spazia dai Manoscritti Medievali alle Mappe storiche, dai Disegni d’autore ai fondi di Collezionismo librario e documentario.

Collezione di Manoscritti
Oltre 2.000 manoscritti medievali, circa 400 incunaboli e numerose cinquecentine, tra cui spiccano edizioni rare come l’Hypnerotomachia Poliphili stampato da Aldo Manuzio nel 1499 e la Cinquecentina dell’Orlando Furioso del 1556.

Mappamondo di Pesaro
Noto anche come Oliveriana World Map (n.1940), uno dei documenti più preziosi conservati nella Biblioteca Oliveriana, è una grande Carta Nautica, databile tra il 1508 e il 1510: è considerata uno dei documenti cartografici di maggiore rilevanza al mondo per antichità, ricchezza di particolari e dimensioni.
E’ la terza carta in ordine di tempo che illustra, anche se parzialmente, il Nuovo Mondo, dopo quelle di Juan de la Cosa del 1500 e di Alberto Cantino del 1502

Disegni d’Autore
Fiore all’occhiello della ricca collezione Antaldi il disegno di Raffaello Sanzio, raffigurante una figura acefala sul recto ed una figura maschile nuda sul verso: è l’unico autografo raffaellesco rimasto nella raccolta, che ne conteneva numerosi altri.
Sale storiche e affrescate
Oltre al patrimonio librario e documentario, la Biblioteca Oliveriana è famosa per le sue sale storiche, come la Sala dello Zodiaco con affreschi di Carlo Paolucci, e le Sale di lettura dedicate a illustri personalità locali.
Palazzo Almerici
Via Domenico Mazza 97
Pesaro
Marche – Italia
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