Una storia davvero affascinante e una testimonianza storica e artistica di grande rilievo, nata come residenza signorile degli Sforza e trasformata in raffinata dimora rinascimentale dai Della Rovere.

Villa Imperiale, “villa di delizia”, concepita come luogo di otium, cultura e rappresentanza, dove ogni ambiente racconta una storia e celebra la grandezza della famiglia Della Rovere.
Un Monumento del Rinascimento, il cui primo mattone fu posato niente meno che da un imperatore, Federico III d’Asburgo durante una sua visita a Pesaro. Di qui il nome “Imperiale”.
La villa si sviluppa in due fasi principali: la parte originaria, più antica e caratterizzata da una torre alta e un cortile porticato tipico delle ville quattrocentesche, e l’ampliamento cinquecentesco progettato dall’architetto urbinate Girolamo Genga tra il 1523 e il 1538 per conto dei duchi di Urbino Francesco Maria I Della Rovere e Leonora Gonzaga.

Quest’ultima fase trasformò la villa in una raffinata “villa di delizia”, con spazi aperti come Logge, Giardini terrazzati e cortili, ideali per il riposo e l’otium dei duchi e dei loro ospiti.
La decorazione interna, coordinata da Genga, coinvolse artisti di rilievo come Francesco Menzocchi, Raffaellino del Colle, i fratelli Dossi e il Bronzino, con un ciclo pittorico che celebra temi legati alla natura, all’antichità, all’amore e alle imprese di Francesco Maria I Della Rovere

Dettagli Artistici e Affreschi
– Ciclo di affreschi del Piano Nobile
Le otto sale del primo piano sono completamente affrescate con temi che celebrano la natura, l’antichità, l’amore e le imprese di Francesco Maria I Della Rovere.
Ogni sala ha un tema specifico e una narrazione allegorica o storica, spesso con riferimenti mitologici e virtù morali.
– Sala del Giuramento
Al centro campeggia un finto arazzo che raffigura il giuramento delle truppe a Francesco Maria I, con decorazioni di grottesche, elementi vegetali, medaglioni monocromi e puttini nelle lunette.
La sala celebra il duca come Capitano Generale della Chiesa, con intrecci vegetali e paesaggi attribuiti a Camillo Cappelli detto il Mantovano.

– Sala delle Fatiche d’Ercole
Dipinta quasi interamente da Raffaellino del Colle, è dedicata alle virtù eroiche e morali, con scene come la Calunnia di Apelle (dove il duca è il protagonista), l’apoteosi dell’innocente, le tre virtù teologali (Speranza, Fede e Carità) e la figura di Diana Efesia.
– Salone del Giudizio e Sala delle Cariatidi
Queste sale sono esempi di ambienti sfarzosamente decorati, con affreschi che alternano temi mitologici, allegorici e storici, creando un’atmosfera di raffinata eleganza e magnificenza.

– Architettura e Giardini
La villa presenta una struttura articolata in due corpi principali: il “Palazzo Vecchio” di Alessandro Sforza, con cortile porticato e torre, e il “Palazzo Nuovo” dei Della Rovere, con logge, terrazze e spazi aperti pensati per la vita di corte.
I Giardini all’italiana, progettati da Girolamo Genga, sono un’opera d’arte a sé: si sviluppano su più livelli, con fontane, statue, siepi geometriche e una grotta artificiale, riflettendo l’ideale rinascimentale di armonia tra natura e architettura

La Villa Imperiale è visitabile unicamente nel periodo estivo, dal 17 Maggio al 4 Ottobre 2025, tutti i mercoledì pomeriggio e i sabato mattina, solo previa prenotazione permettendo di ammirare sia gli esterni con i giardini terrazzati sia gli interni affrescati
Strada dei Cipressi 63
Pesaro
Marche – Italia
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