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Bolzano: una visita al suggestivo lago …Arcobaleno

Le sfumature verdi delle sue acque, che riflettono le cime della catena montuosa del Catinaccio e del Latemar e della conifera che punteggia le sue sponde, gli hanno fatto guadagnare il nomignolo di Lago Arcobaleno.

Sull’altopiano di Monguelfo nelle Dolomiti occidentali in Trentino a 25 kilometri da Bolzano si trova il piccolo Lago di Carezza, considerato tra i più belli del territorio.

Il caleidoscopio di colori di questo lago spazia dal verde al blu, con toni rosati e giallastri che regalano una suggestione unica anche quando in inverno le sua acque ghiacciano creando uno speciale gioco di riflessi con i raggi del sole.

in inverno le sua acque ghiacciano creando uno speciale gioco di riflessi con i raggi del sole

Con una facile escursione di circa 20 minuti intorno alle sue sponde si possono ammirare scorci panoramici da angolazioni diverse alla ricerca dello scatto perfetto e magari immortalare la sirena che secondo leggende abita le sue acque.

Perché “lago dell’Arcobaleno”
I colori dell’acqua hanno infinite sfumature, tutte le tonalità del verde e dell’azzurro.
Il lago, inoltre, cambia colore in base al livello dell’acqua e all’intensità dei raggi del sole.

La leggenda della Ninfa Ondina: uno stregone e una bellissima sirenetta

Si narra che negli abissi del lago vivesse una splendida Ninfa, di nome Ondina.
Oltre ad essere una meravigliosa creatura con capelli lunghissimi, Ondina amava cantare.
I passanti rimanevano incantati ad ammirarla ed ascoltarla.

Di lei si innamorò anche lo stregone che viveva sul Latemar (la montagna che si riflette nelle acque) e più volte cercò di avvicinarla. La ninfa però scappava sempre e si rifugiava in fondo al lago.

Allora il mago consultò una strega che, per attirare la ninfa, gli suggerì di travestirsi da mercante di gioielli e di creare con questi un meraviglioso arcobaleno, il più bello che si fosse mai visto. Allo stregone del Latemar piacque l’idea e seguì il consiglio.

Appena vide l’arcobaleno risplendere nel cielo Ondina usci dall’acqua per ammirarlo.

Lo stregone, contento del risultato, cercò subito di avvicinarla ma nella fretta si dimenticò di travestirsi. La ninfa, appena lo vide, si spaventò e fuggì negli abissi.

Lo stregone si infuriò, prese l’arcobaleno e lo gettò nel lago, frantumandolo in mille pezzi.
I mille colori cangianti dell’acqua, secondo la leggenda, sono proprio dovuti ai frammenti che ancora oggi risplendono sul fondale.

Da quel momento nessuno vide più Ondina e per ricordarla è stata costruita nel lago una statua in suo onore.

Lago di Carezza
Val d’Ega frazione di Nova Levante
Bolzano

Italia: -

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